L'Editoriale

Il regalo di Amazon alla Cgil

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Senti cosa si inventano ad Amazon è ti torna simpatica la Camusso. Il colosso americano della logistica si sa, soprattutto in Italia non brilla per le relazioni sindacali. Quegli ingrati dei dipendenti hanno scioperato persino nei giorni del black friday, accendendo un faro sulle loro condizioni di lavoro. Roba che ricorda la catena di montaggio dell’industria nei primi anni del Novecento. Neanche il tempo di prendere per buone le promesse di un cambio di passo e salta fuori che il gruppo ha brevettato un braccialetto con cui controllare i movimenti dei magazzinieri. Una sorta di monitor per correggere e impedire eventuali gesti pericolosi, che però rivela senza più appello il tipo di approccio che ha questa azienda con i suoi dipendenti. Naturale che la politica e i sindacati abbiano protestato, pretendendo che i lavoratori siano rispettati e non considerati carcerati, seppure all’interno delle ore di servizio retribuite dall’impresa. Considerazioni che ai più possono sembrare scontate, ma che evidentemente non lo sono per tutti se qualcuno arriva a pensare e costruire una diavoleria come quella appena inventata per i polsi dei felicissimi dipendenti di Amazon. Segno che persino in un Paese dove gli impiegati sono spesso super tutelati, c’è ancora bisogno di nuove conquiste del lavoro. Accanto a settori e professionalità troppo garantite restano ambiti dove il Far West è la regola e c’è chi può serenamente pensare di tenere il fiato sul collo del personale. La Cgil a corto di argomenti e tesserati ringrazia.

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