L'Editoriale

Il riscatto del gaffeur Juncker

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Se c’è al mondo un personaggio politico che non dovrebbe mai evocare il senso del ridicolo questo è Jean-Claude Juncker. Gaffeur professionista, non raro ad alzare il gomito, mise la faccia e il nome su un piano di 300 miliardi di euro per uscire dall’austerità. Abbiamo visto quanto poco è servito, ma per ora resiste sulla sua poltrona, garante della Merkel che l’ha imposto e delle lobby internazionali, di sicuro più influenti del Parlamento di Bruxelles. Di figuracce e promesse mancate questo signore ha un elenco lungo come una Quaresima, a partire dall’impegno preso a Lampedusa sulle bare di 360 migranti morti in un tragico naufragio: quattro soldi e una piccola unità navale per fronteggiare un esodo biblico. Ieri però definendo ridicoli gli eurodeputati assenti proprio nel giorno della discussione sui migranti ha detto una cosa giusta. Se non si occupano di una questione ormai fondante del nostro stesso essere comunità, di cosa vogliono occuparsi i parlamentari Ue? Settecentocinquanta signori molto ben pagati, di cui a parte qualche episodio di folklore non si ricorda cosa abbiano mai prodotto di concreto per i loro Paesi e per l’Unione.

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