L'Editoriale

Ipocrisia, champagne e migranti

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Ma tornare indietro no? La nave Lifeline che in nome del sacrosanto diritto di sbarcare i suoi 219 migranti ha chiesto un porto a Malta, Italia, Francia e Spagna, non ha niente da chiedere a Libia e Tunisia? Cioè, per capirci, i migranti raccolti in mezzo al mare si salvano solo se scendono in Europa? Domande che in decenni di arrendevoli politiche migratorie non si sono mai sentite, ma che adesso un po’ dappertutto ci si comincia a porre. Merito dell’azione shock del nostro Governo, dal divieto di attracco dell’Aquarius in poi, che ha scoperto gli altarini di tanti signori bravi a lavarsi le mani con il sapone degli altri. La Libia, che dovrebbe impedire alle imbarcazioni di prendere il largo, all’offerta di istituire degli hotspot in cui identificare i richiedenti asilo ha detto sì ma solo fuori dai suoi confini, confermando così che dopo il petrolio è il traffico di uomini l’altra grande industria del Paese. L’oscar dell’ipocrisia va però al presidente francese Macron, che ce ne ha dette di tutti i colori, spedendo le nostre forze politiche di governo direttamente nel lazzaretto dei lebbrosi, per poi non rispondere neppure al telefono alla nave Lifeline, che di fronte a tanta sbandierata umanità si era illusa di essere accolta con Champagne e cotillons, magari direttamente in Costa Azzurra. Purtroppo la pressione che arriva dall’Africa è un problema troppo serio per continuare a non essere affrontato, come ha fatto l’Europa per troppi anni. Al contrario di quello che il Governo Conte, magari con qualche tono ruvido, invece sta facendo.

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