L'Editoriale

La battaglia ideologica sul contante

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Giochi pericolosi per il Governo, che ieri ha presentato una manovra piena di buone intenzioni e povera di coperture. Se l’Europa non ci accorderà un plus del deficit, come contropartita per arginare l’invasione degli immigrati, non ci saranno i soldi per tagliare le tasse sulle imprese. Lega, ma anche Forza Italie e Cinque Stelle, non ringrazieranno però gli scafisti. Le opposizioni hanno già condannato una legge di stabilità che per assurdo ha nei punti più contestati gli spunti migliori. Il primo nemico giurato è il taglio delle imposte sulla casa. Un regalo ai ricchi, viene detto da chi vorrebbe destinare a chi assume i soldi non riscossi. Promettere qualche euro di sconto non convincerà però nessuna impresa a creare un solo posto di lavoro. Al contrario, rimettendo in moto il mercato della casa ci sarà certamente un’impennata dell’occupazione. La seconda battaglia, più che altro ideologica, è contro l’aumento del contante. Un regalo – si dice – a corrotti ed evasori. Oggi che il limite di spesa è di mille euro non mancano però le bustarelle, mentre il commercio langue. E per evitare un danno – che comunque resta – se ne fa un altro ancora più grande.

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