L'Editoriale

La carta coperta del Nazareno

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La fumata nera dopo il vertice tra Renzi e Berlusconi non ci inganni: è chiaro che il nome del loro candidato al Quirinale uscirà un minuto prima del quarto scrutinio; il primo con un quorum abbordabile anche dalle sole truppe rimaste leali ai due leader. Dunque il teatrino della politica può andare avanti ancora un po’, e i dominus del Nazareno gireranno la carta coperta a tempo debito. Fare oggi il nome che tutti aspettano significherebbe d’altronde esporre il fortunato all’attacco concentrico – politico e mediatico – di ogni opposizione. L’asse tra Matteo e Silvio però resiste, come ha dimostrato il voto sull’Italicum, e i due non manderanno certo tutto a monte per i giochi delle lobby messe in movimento dai vari Amato, Prodi, Casini e Mattarella. Da una certezza all’altra, se oggi c’è una cosa sicura sul Quirinale, è che costa una tombola. Molto più di Buckingham Palace – e questo si sapeva – ma persino più di quanto si spendeva negli anni di vacche grasse per i nostri conti pubblici. Malgrado i proclami e la spending review, i costi sono infatti lievitati. Chiunque sarà il prossimo Presidente, ecco da dove dovrà partire per guardare dritto negli occhi gli italiani.

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