L'Editoriale

La coerenza non è da tutti

La coerenza non è da tutti. Quest’anno la campagna acquisti dei partiti si sovrappone a quella dei calciatori

La coerenza non è da tutti

Sarà che quest’anno la campagna acquisti dei partiti si sovrappone a quella dei calciatori, sarà che le ministre Carfagna e Gelmini scappate da Forza Italia per accomodarsi da Calenda sono il necrologio della politica sulla coerenza, fatto sta che ancora una volta solo i 5 Stelle vanno controcorrente, e a costo di privarsi di alcuni dei loro volti più noti tengono fede alla promessa di non candidare nessuno oltre i due mandati.

Per un Movimento diffamato regolarmente da tv e giornali, rinunciare in campagna elettorale agli esponenti più amati è un danno evidente. Eppure Conte e Grillo hanno tirato dritto, perché chi nasce tondo non può morire quadrato, o se preferite, chi ha una parola non sa averne due, anche quando è sconveniente e faticoso. Con questi leader perciò si può sbagliare e perdere qualche partita, ma il futuro è in cassaforte, in quanto solo le grandi idee e l’esempio scaldano i cuori degli elettori.

Il 25 settembre, dentro i seggi, pure gli italiani più intontiti dalla propaganda delle destre o dalle clientele delle sinistre avranno dunque un elemento in più per scegliere tra le coalizioni di partiti che si detestano, attaccate con lo scotch da Pd e sovranisti solo per accaparrarsi i seggi, o i 5 Stelle che hanno fatto dei diritti, della pace, dell’ambiente e anche del rispetto dei patti la loro bandiera. Una comunità dove Crimi, Fico, Taverna, Bonafede e tanti altri hanno già scritto la storia, e da oggi ne scrivono un’altra, sostenendo con la loro esperienza un progetto che attorno a Conte è l’unica speranza di far risorgere il Paese.