L'Editoriale

La democrazia delle urne spauracchio

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Terzo avviso ai naviganti. A settembre c’è da approvare la riforma del Senato e Renzi ha messo le cose in chiaro. Al meeting di Cl, con un discorso da campagna elettorale, il premier ha avvisato gufi, Sinistra Pd e tutti gli innamorati del proprio seggio in Parlamento che se la riforma non passa si va a votare. Il Presidente del Consiglio i suoi argomenti ce li ha già pronti e li abbiamo sentiti, anche se come al solito senza le necessarie coperture. Anzi, se si va a votare per Renzi è pure meglio, perché così avrà pure l’alibi per le mille promesse fatte senza i soldi in tasca per mantenerle. Proprio questa è la sua più grande difficoltà, insieme ai numeri in Parlamento che oggi non danno scampo a una bocciatura della riforma. Perciò nei giorni scorsi avevamo visto gli altri due avvisi ai soliti naviganti. A firmare il primo era stato Giorgio Napolitano, con due appelli sui giornali. Il secondo segnale era arrivato invece con un manifesto dalla cosiddetta società civile (in realtà prevalentemente imprenditori beneficiati dal Governo). Tutte spie di uno scenario molto incerto, a cui Renzi ha risposto facendo capire che lui è pronto alle urne. Mentre i suoi avversari no.

 

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