L'Editoriale

La fedeltà vince sempre sul merito

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Un Paese che premia il merito? Balle! I nuovi vertici Rai mai più eletti con la Gasparri? Fantascienza. La politica fuori dalla più grande azienda culturale italiana? Va bene, fermiamoci qui con le promesse farlocche perché la lottizzazione e il livello minuscolo del nuovo Cda sono sotto gli occhi di tutti. La favoletta del rottamatore Matteo Renzi finisce qui e anche un giornale come La Notizia, che per molti mesi gli ha dato credito contro ogni evidenza, deve purtroppo ricredersi. La televisione pubblica non è l’ombelico del mondo, ma poteva essere l’occasione per dimostrare che una politica diversa in questo Paese è possibile. E invece cosa vediamo? Consiglieri scelti quasi tutti sulla base dell’appartenenza ai partiti, lobbisti, giornalisti di testate fantasma e persino un ghostwriter del premier. Un profilo sotto terra, che testimonia prima di tutto la grande difficoltà del Governo nel tirare a campare. Mentre aspettiamo miracolistiche riforme, tutto infatti resta come prima. La politica non alimenta progetti ma scambia potere. Forse questo aiuterà il premier a galleggiare ancora un po’, ma d’ora in poi parlare di cambiamento farà solo ridere.

 

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