L'Editoriale

La fiction della casta è servita

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Grande successo per la brillante fiction tv di quest’estate, trasmessa a reti unificate e rilanciata a tutto spiano dai giornali, dove neppure i più fantasiosi sceneggiatori – compresi quelli inarrivabili e per questo elevati a retroscenisti politici – avevano mai ideato storie migliori. La trama è esilarante: milioni di italiani sono spariti, forse rapiti dagli alieni, mentre un esercito di perenni miracolati dai partiti, fiancheggiati dai loro giuristi di fiducia (specie quando c’è da farsi dare incarichi milionari), opinionisti à la carte e voltagabbana si è accorto che se passa il referendum per il taglio dei parlamentari la democrazia sarà in pericolo, e pertanto spopolano in ogni spazio disponibile, dai telegiornali ai talk show, sino ai trafiletti nelle cronache locali, per metterci in guardia da una tale minaccia.

Così lo spettatore perde ogni barlume di realtà, e inizia a credere che le istituzioni lavorino meglio con più deputati e senatori, tanto che di questo passo qualcuno chiederà di aumentarli da mille a duemila. Ovviamente c’è poco spazio per le ragioni del Sì alla cura dimagrante della casta, fissazione di quei sempliciotti dei Cinque Stelle, populisti e ignoranti, perché lo sanno tutti che la riduzione delle poltrone si può fare solo nel contesto di una più ampia riforma costituzionale. Il problemuccio, se così lo vogliamo chiamare, è che le stesse menti eccelse, così brave a criticare, queste riforme non le hanno fatte per decenni, e se la scamperanno pure stavolta, potranno dormire sonni tranquilli per molti anni ancora.

Perciò fanno a gara per un ruolo nella fiction del momento, allungando la catena dei dinosauri della Prima Repubblica e dei loro degni eredi che non vogliono rinunciare ai privilegi, e cantando in coro magari pensano di rimettere nel sacco gli elettori. Il rumoroso fronte del No al referendum contro chi dice Sì a togliere un po’ di zavorra dai Palazzi della politica: la quasi totalità degli italiani che però a guardare tv e giornali non esiste nemmeno.

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