La Giustizia che serve ai furbi

di Gaetano Pedullà

Un Governo che rinvia le cose da fare si presenta male, ma se cerca di rinviare le cose già fatte va anche peggio. Dunque c’è da augurarsi che il premier non tenga conto delle false minacce di Matteo Renzi e di quella parte del Pd che vuole tornare indietro sulla prescrizione, una buona legge dello Stato che non presuppone affatto una lunghezza infinita dei processi, ma al contrario mette fine alla fuga di migliaia di imputati (e dei loro interessatissimi avvocati) dalle sentenze. Certo, su questo terreno i renziani non vogliono perdere la faccia, e potrebbero far mancare i loro voti determinanti in Parlamento. Ma se decidessero così, taglierebbero il ramo sul quale stanno seduti.

Quindi hanno poco da bluffare. Quello che conta davvero è che a perdere la faccia non siano come sempre la Giustizia e i cittadini. Nel primo caso è sin troppo evidente che la prescrizione fa comodo a chi ha tutto da perdere dalla conclusione del processo (mentre chi è certamente innocente spesso rinuncia ai termini e pretende l’assoluzione). Nel secondo caso, invece, va ricordato che la nostra Costituzione all’articolo 111 prevede una ragionevole durata dei procedimenti giudiziari, ma all’articolo 3 stabilisce la pari dignità dei cittadini davanti alla legge, e dunque è intollerabile che chi può permettersi avvocati capaci di allungare i dibattimenti continui a farla franca al contrario di tutti gli altri.

Come mai però su un tale principio – del tutto ovvio prima ancora che condivisibile – siamo solo quattro gatti a batterci sui giornali e nei talk show politici in tv? Il motivo è che al potere, quello vero, una via di fuga dai guai nei tribunali fa sempre comodo. E i giornalisti di complemento non hanno timore di abbracciare l’ennesima causa sbagliata e perciò perdere lettori (che peraltro se ne sono già andati via da un pezzo dai giornaloni). L’obiettivo che conta è difendere le posizioni di chi a fine mese paga gli stipendi. E magari decide le carriere.

Ecco perché i Cinque Stelle restano la forza politica del No a tutto (i cantieri, il taglio delle tasse e tutte le grandi falsità che si raccontano), ma se a frenare sulle riforme sono tutti gli altri, la colpa del Movimento è di marciare troppo avanti. Perché questi grillini ormai lo sanno tutti che qualunque cosa facciano, sbagliano. O per lo meno di questo sono stati convinti milioni di italiani, abbindolati dai pifferai delle tv, guarda caso (ma che coincidenza!) in gran parte di proprietà di chi ha usufruito largamente dei benefici proprio della prescrizione.

Meglio quindi rinviare ogni decisione, come chiede a reti ed edicole unificate il Partito della restaurazione, cioè quello che vuole revocare il Reddito di cittadinanza, non tagliare i parlamentari, reintrodurre i vitalizi. E mentre ci siamo lasciare la Giustizia così com’è. D’altra parte, chi è riuscito a trovare scappatoie per decenni che motivo ha di cambiare?

 

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