L'Editoriale

La Lorenzin corre solo se c’è il morto

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Gli ospedali italiani sono una vergogna. E bisogna essere kamikaze del senso del ridicolo per dire il contrario. Nei pronto soccorso delle grandi città, soprattutto a Roma e al Sud, si fa prima a morire che a ricevere assistenza. Con i risparmi sulla sanità si è tagliato anche il più elementare spirito di umanità. Il problema però resta sempre sullo sfondo, pure sulla stampa, relegato alle cronache locali quando va bene. E dire che siamo di fronte a uno dei più grandi scandali italiani. Persone trattate come bestie proprio dove si aspettano di essere aiutate in un momento di massima fragilità, spesso anche emotiva oltre che fisica. Ospedali lazzaretti di cui non importa a nessuno, mentre la politica fa finta di niente e pensa ad altro. Tanto i medici frignano ma poi si guardano bene dal mettere Governo e Regioni con le spalle al muro. Così è evidente che all’accoglienza dei nosocomi servono più medici, più infermieri e tempi dignitosi per l’assistenza. Ma nulla si muove, nonostante siamo a ridosso dei picchi d’influenza. Aspettando il caso eclatante e le ispezioni del ministero. Sempre immediate quando però ormai c’è scappato il morto.

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