L'Editoriale

La nuova America, un faro anche per la nuova Italia

Biden Harris
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Per riprendersi dai miasmi dei nostri politici lillipuziani, capaci di congiurare contro il Governo anche in mezzo a una pandemia, guardare alle cose americane è come una pera di vaccino. Negli Usa l’assalto a Capitol Hill ha mostrato a tutti che non se la passano benissimo. Le profonde diseguaglianze, moltiplicate dal Covid e contro cui si è infranto irrimediabilmente il modello di sviluppo trumpista, sono diventate un’impressionante voragine sociale.

Due mondi che il presidente Biden ha promesso di ricucire partendo dai valori fondanti di una grande democrazia. Dai diritti degli immigrati agli accordi internazionali sul clima, la Casa Bianca non ha atteso i tradizionali primi cento giorni per girare pagina con una delle fasi più buie della sua storia, ma già nelle prime ore del nuovo mandato ha tracciato una strada chiara, multilaterale in politica estera e progressista sul campo di casa.

Quasi naturale che Trump non sia andato al passaggio delle consegne, preparando una trincea dalla quale tenterà la riscossa, c’è da temere con i soliti mezzi di chi soffia sul disagio e sulle paure. Oggi però tocca a Biden giocare la partita, ed è aria pura vedere che tra le sue leve ci sono forti stimoli espansivi per l’economia (è pronto un piano da 1.900 miliardi di dollari), welfare sanitario (c’è da salvare il salvabile del vecchio Obamacare) e nuovi impulsi alle politiche sociali (si parla persino di Reddito universale, roba che per la Sinistra italiana non fa fico perché ne ragionano i grillini). Così sorge la nuova America. Un faro anche per la nuova Italia.

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