L'Editoriale

La piazza non vede la crescita

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Aspettiamo a stappare lo Champagne. L’Italia che esce dalla recessione con un possibile (e striminzito) +0,1% a fine marzo non vuol dire nulla per le tasche dei cittadini, per i giovani senza lavoro, per una crisi che resta tutta davanti ai nostri occhi. Con le pezze al sedere siamo e con le pezze al sedere resteremo ancora a lungo. Lo scenario però sta cambiando. E se i meriti del governo sono minimi, va dato atto a Renzi di aver tenuto l’Italia saldamente attaccata alla locomotiva Europa. Anche se da Telecom all’ex Fiat adesso è gara a chi assume di più grazie alla riforma del Jobs Act, a far ripartire la fiducia delle imprese è piuttosto la nuova politica monetaria della Banca centrale di Mario Draghi. L’immissione di liquidità (che si sarebbe dovuta fare molto prima) sbloccherà infatti il credito e farà ripartire investimenti e consumi. Dunque Renzi potrebbe trovarsi presto a governare con l’economia in crescita, guadagnandone tutti i vantaggi elettorali. Ecco perché le opposizioni sentono di avere poco tempo e oggi Salvini alza il tiro con una manifestazione a Roma che può degenerare in scontri di piazza. Dopo gli hooligans sarebbe davvero troppo.

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