L'Editoriale

La povera Giorgia fa la vittima

Facciamo subito una preghiera per la Meloni e i suoi ministri, vittime incolpevoli delle cattiverie altrui.

La povera Giorgia fa la vittima

Facciamo subito una preghiera per la Meloni e i suoi ministri, vittime incolpevoli delle cattiverie altrui. Prendiamone uno a caso, Calderoli, che vuole riformare l’autonomia delle Regioni, ma non dorme più tranquillo da quando ha ricevuto una lettera che lo invita a ripensarci, firmata “la mafia”. Invece di sparare, insomma, i boss si sarebbero dati alla corrispondenza.

Nonostante la puzza di bufala, il leghista può rilanciare però la sua legge. E pazienza se questa ammazza la sanità e la scuola del Mezzogiorno, e ha ben altri nemici di cosa nostra, che stanno nei partiti della stessa maggioranza, dove gli eletti al Sud non potranno farsi più vedere semmai approveranno una tale porcheria. C’è però chi se la passa peggio, ed è senz’altro la Meloni.

La premier si sa che voleva spendere miliardi per tagliere le tasse, le accise e quant’altro. Purtroppo, ieri nel primo Consiglio dei ministri sulla manovra finanziaria si è scoperto che la poverina non potrà fare nulla di quanto promesso, perché quello scellerato di Conte col Superbonus ha fatto volare il Pil al 6% e salvato l’edilizia. Un provvedimento talmente giusto che persino la leader di Fratelli d’Italia si era impegnata a difendere.

Ora invece Giorgia nostra si accorge che non ci sono i soldi per le sue sparate elettorali, e allora che fa? Dà la colpa a Conte di aver speso tutti i soldi. Denari che tra l’altro proprio lei non sa spendere, come vediamo col Pnrr. Miliardi pure in questo caso procurati da Conte. Ma quando si fa le vittime, un colpevole lo si trova dappertutto, tranne che in sé stessi.