L'Editoriale

La sfortuna falso alibi a Bruxelles

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp

Sarà pure che un giocatore non si giudica dai calci di rigore, ma quando è il momento del colpo vincente chissà come mai l’Italia non vince mai. Non abbiamo ancora digerito l’eliminazione dai Mondiali di calcio ed ecco che la sorte ci leva l’assegnazione a Milano dell’Agenzia europea del farmaco (Ema). Un’autorità che tra posti di lavoro e indotto muove centinaia di milioni di euro l’anno e sulla quale la nostra diplomazia e lo stesso premier Gentiloni hanno speso tutta la loro influenza. Che contiamo poco a Bruxelles ovviamente non è una sorpresa. Su questa partita però abbiamo corso con la palla al piede. L’ex direttore dell’Aifa (la nostra Agenzia del farmaco nazionale), Luca Pani, lasciato in sella dal ministro Lorenzin nonostante non rispettasse il tetto sugli stipendi, e poi tollerato ancora quando è passato a lavorare a Londra per un’azienda privata, ha dato plasticamente l’idea di quel rischio Italia che ci fa deridere nel mondo. Se Ventura e Tavecchio è sacrosanto che abbiano lasciato la panchina della Nazionale e la presidenza della Federcalcio, assumendosi per quanto malvolentieri la responsabilità di aver messo su una squadra incapace di vincere, nel nostro Governo – dal premier a chi ci rappresenta in Europa, al ministro della Salute – nessuno pagherà per la perdita dell’Ema. Ma quello del sorteggio beffardo è un alibi che non regge. Non ce ne va bene una perché con gli Azzurri non facevamo un tiro in porta. Mentre con l’Agenzia del farmaco il tiro in porta l’abbiamo fatto, ma facendoci autogol nella nostra.

Gli ultimi editoriali

Tocca a noi cambiare canale

Non ci facciamo mancare niente: corvi nel Csm, 007 che confabulano con politici come amanti clandestini negli autogrill, dossieraggi persino nelle sacre stanze del Vaticano,

Continua »
L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Per la sinistra dei Tafazzi non c’è cura

Inutile nascondersi dietro alibi o rimpianti: il vaccino per il Covid l’hanno trovato ma per l’autolesionismo della Sinistra non c’è cura. A destra, dove Salvini e Meloni non si parlano e Forza Italia ormai ha poco da dire, come al solito si presenteranno con candidati

Continua »
TV E MEDIA