L'Editoriale

La strada storta del referendum

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp

Non c’è niente da fare: la strada del referendum costituzionale è partita storta e adesso raddrizzarla è quasi impossibile. Quella che doveva essere una cavalcata travolgente sul terreno tanto atteso delle riforme rischia infatti di trasformarsi in una disfatta. Un disastro per il premier, ma prima ancora per il Paese.

Colpa di almeno tre errori gravi. Il primo: aver trasformato il voto che presumibilmente arriverà a novembre in un plebiscito pro o contro Matteo Renzi. Con il Paese che va come va tenere a bada gli scontenti non sarà facile. Il secondo errore, nettamente più grave, aver accoppiato una brutta riforma con una legge elettorale che depotenzia in modo pericoloso il sistema di pesi e contrappesi con cui è garantito lo stesso sistema democratico. L’ultimo errore, infine, aver affidato una materia così delicata e centrale a una giovane ministro come la Boschi, capace ieri di rivendicare il Sì alla riforma per non mancare di rispetto a quanto votato fin adesso dal Parlamento. Come se i cittadini debbano adeguarsi ai politici e non i politici ai cittadini. Naturale che sul fronte del Sì non si dormano sonni tranquilli.

Gli ultimi editoriali

Tocca a noi cambiare canale

Non ci facciamo mancare niente: corvi nel Csm, 007 che confabulano con politici come amanti clandestini negli autogrill, dossieraggi persino nelle sacre stanze del Vaticano,

Continua »
L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La Giustizia che fa paura alla Lega

Chi avesse ancora dubbi su uno dei motivi per cui il Governo Conte è stato fermato proprio il giorno prima che l’allora ministro Bonafede facesse il punto sulla riforma della Giustizia, senta bene le parole dette ieri da Salvini: “Questo Parlamento con Pd e 5

Continua »
TV E MEDIA