L'Editoriale

L’arroganza del potere di Bruxelles

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Bisogna tornare indietro di oltre settant’anni per vedere mezza Europa che ci attacca, come se fossimo nemici e non una stessa comunità. Allora ci bombardavano, ma i colpi dello spread non fanno meno danni. I maggiordomi dei mercati fanno notare che per la prima volta un nostro Governo si è messo nelle condizioni di farsi irrimediabilmente bocciare una manovra economica, ma noi che non serviamo nessuno e prima di ogni altra cosa amiamo l’Italia facciamo notare invece che c’è un’altra è più riprovevole prima volta: quella di un’Europa che si mette a comandare in casa nostra, ordinandoci come spendere i nostri soldi. Ci stiamo avviando insomma su una strada senza ritorno, dove un sistema tecnocratico non si fa scrupolo di usare un intero popolo come carne da cannone, esattamente come hanno sempre fatto despoti, tiranni e regimi di una volta. La democrazia, il progresso, le tecnologie e la rete hanno cambiato le coscienze di tantissime persone, ma non l’arroganza di un certo potere. Come Maria Antonietta che chiedeva di dare le brioches al popolo rimasto senza pane, le oligarchie di Bruxelles hanno perso il contatto con la realtà. Una storia già vista e che sappiamo come va a finire. Ce n’è abbastanza per fare un ultimo disperato tentativo, chiedendo all’Europa di tornare a negoziare il ruolo dei suoi Stati e delle sue genti? Si può ancora salvare un’idea straordinaria correggendo i trattati che non hanno funzionato? Le prossime elezioni saranno uno spartiacque. E se qualcosa non cambierà, alla fine cambierà tutto.

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