L'Editoriale

Le colpe gravi dei vertici Rai e Mediaset

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C’è poco da fare: la rissa in tv paga in termini di ascolti e pubblicità. E se a menarsi sono personaggi un minimo noti per giorni la storia è un argomento fisso nelle chiacchiere da bar, sui social e sulla stampa. L’episodio di domenica scorsa nello studio di Barba D’Urso è solo l’ultimo di una lunga misera serie. La violenza verbale che certa tv tollera e cavalca, propinandoci a ogni ora una realtà tragica, dove sono protagoniste solo le storie cattive, fatte di omicidi, tradimenti, dolore, è naturale che abbassi nell’intero Paese l’asticella della tolleranza, del rispetto, dell’educazione. Non bisogna essere sociologhi o scienziati per capire che questa tv del dolore ha fatto e sta facendo danni inestimabili in cambio di due soldi della pubblicità. Una scelta scellerata, di fronte alla quale ogni genere di condanna si infrange nel nulla, tanto che le varie D’Urso, Perego, Parodi restano sempre al loro posto ad avvelenarci l’anima. Professioniste che fanno quello che gli viene detto di fare, qualcuna magari un po’ più intelligentemente di altre sapendo distinguere i temi più offensivi o tenendo lo studio. Ma chi le manda in video non è perdonabile.

E i signori Antonio Campo Dall’Orto (direttore generale Rai) e Pier Silvio Berlusconi (amministratore delegato Mediaset) dovrebbero vergognarsi per questo. Vogliono gli ascolti e la pubblicità? Se le tenessero, ma non si facessero vedere in giro, pontificando nei convegni o rivendicando dove che sia il ruolo sociale e culturale delle loro aziende. Ruolo massacrato da un modello di televisione che esalta l’Italia peggiore. E scatena istinti beceri, persino negli studi tv, non contribuendo affatto a fare dell’Italia un Paese migliore.

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