Sui diritti le destre fanno paura

Le destre sui diritti fanno paura. C’è poco da meravigliarsi se qua e là si è preoccupati per l’Italia con Meloni al governo

Se si gira l’Europa tifando per chi comprime i diritti civili, a partire da quel fior di democratico che è il premier ungherese Orbán, c’è poco da meravigliarsi se qua e là si è preoccupati per l’Italia una volta che la Meloni andrà al governo. Un’inquietudine largamente presente anche nel nostro Paese, e che non c’entra nulla col diritto di chi ha vinto le elezioni di provare a governare.

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Le prese di posizione contro l’aborto, le famiglie non eterosessuali, i migranti che chiedono la cittadinanza italiana, le persone Lgbt+, per quanto legittime ci trascinano oggettivamente in una visione Medioevale della società, e ci allontanano da una maturazione laica e culturale che è il terreno comune – uno dei pochi – della comunità internazionale a cui per fortuna siamo ancorati, a partire dall’Unione europea. Ciò non toglie, ovviamente, che a Bruxelles combinino un pasticcio dietro l’altro, come dimostra da ultima la vicenda del tetto al prezzo del gas, e sentire ieri la ministra francese Boone che ci mette sotto osservazione è più di una caduta di stile.

Il rispetto e la credibilità però si conquistano con i fatti, e per quanto sia plausibile la protesta delle destre contro quella che è stata definita un’ingerenza nei nostri affari interni, la risposta migliore verrà quando sentiremo meno “sparate”, tipo l’ordine alla Rai di non trasmettere un cartone animato con una famiglia composta da due madri. Perché la sovranità è una cosa seria, ma i diritti conquistati lo sono altrettanto, e questo non dovremmo aver bisogno di farcelo ricordare dall’estero.