L'Editoriale

Le mezze verità di Napolitano su Gheddafi

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Le persone di una certa età si sa che possono avere inconvenienti con la memoria. Non deve fare eccezione Giorgio Napolitano, ex Presidente della Repubblica che ieri disinvoltamente si è tolto di dosso ogni responsabilità per l’intervento militare italiano contro Gheddafi nel 2011. Formalmente non ha detto falsità e non c’è dubbio che Berlusconi si accodò a un’azione bellica principalmente francese, nella comprensibile speranza di non veder sostituiti tutti gli interessi in Libia dell’Eni con quelli della Total. Ma a meno di un’amnesia collettiva non si ricordano accorati moniti del Capo dello Stato al Parlamento o appelli agli italiani trasmessi a reti unificate. D’altra parte questo è sempre stato lo stile di Napolitano, il Presidente che stravolgendo senza proclami la Costituzione si è trasformato da arbitro in player della politica. Un ruolo svolto in modo lampante con la moral suasion per far diventare Mario Monti premier dopo aver favorito le dimissioni del Cavaliere, come imposto dai leader europei che ci puntavano contro la pistola dello spread. Fatti sui quali la memoria degli italiani batte sicuro quella dimostrata da Re Giorgio.

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