Le piazze arrostite dai carnefici

di Gaetano Pedullà

Tra Confindustria e i lavoratori il Governo di Giuseppe Conte non si è piegato ai padroni, e ieri ha informato i sindacati che il blocco dei licenziamenti non si tocca fino a marzo. La vecchia politica non usava così, e anche questo spiega perché i poteri forti, o sedicenti tali, pompino le opposizioni sui propri giornali e televisioni, mistificando e denigrando ogni sforzo dell’Esecutivo contro la pandemia.

Ognuno – si dirà – tira l’acqua al proprio mulino, ma da giorni stiamo assistendo a quelli che non sono più i soliti colpi sotto la cintura, bensì un irresponsabile agitare le piazze. Ovviamente le paure per la salute e l’economia sono giuste e diffuse, ma una cosa è discuterne e un’altra soffiare sul fuoco. Le destre qui non si sporcano le mani, e a sentirne i leader nessuno vuole un nuovo lockdown e tutti condannano i vandalismi. Poi però il “lavoro sporco” lo lasciano fare ai loro trombettieri, travestiti da giornalisti e conduttori tv, impegnati a ripetere tutto il giorno accuse piene di falsità e capaci di far bestemmiare pure i santi.

Così proprio chi diceva questa estate che il virus era morto e non serviva mettere le mascherine ora rimprovera il premier di non aver fatto nulla per impedire la seconda ondata del Covid. E si prova a buttar giù chi si oppone a chiudere tutto più dei colleghi di Germania e Francia, o di Salvini, Meloni e certi governatori, a sentire quello che dicono a ore alterne salvo smentirsi subito dopo. Con tanti saluti alle piazze che rischiano di fare il gioco proprio di chi le sta usando, e finirà per ammazzarle se alla fine si dovrà richiudere tutto.

 

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