L'Editoriale

Le stelle non brillano immobili

Chi è rimasto con Conte invece che vuole fare? Rispondere qui è difficile, perché quello che emerge è un disarmante immobilismo.

Avranno tradito la maglia e si stanno beccando gli insulti, ma almeno Di Maio e i suoi hanno un’idea: vogliono fare alcune cose e per questo devono stare al governo. Chi è rimasto con Conte invece che vuole fare? Rispondere qui è difficile, perché quello che emerge è un disarmante immobilismo.

Draghi si intromette nelle dinamiche interne dei 5 Stelle chiedendo la testa del leader? In un mondo normale si va all’opposizione senza passare dal via, ma qui non succede niente. Più importante è difendere le misure bandiera, ma il Tesoro cancella il Superbonus 110% senza fare un plissé.

Vabbè, c’è l’ordinaria amministrazione, tipo decidere sul doppio mandato dei parlamentari e l’eventuale deroga all’ultimo dei candidati più noti in Sicilia per le prossime elezioni regionali. Nell’isola i campioni nei consensi – Corrao e Giarrusso – se ne sono andati e resta giusto Cancelleri, ma pur essendo la scadenza delle candidature tutt’altro che imprevedibile come un terremoto, il tempo è scaduto senza che nessuno si sia pronunciato.

Così persino dove il Movimento ha raccolto il maggior numero di voti nel 2018 si finirà per fare i gregari del Pd. Siamo, insomma, alla cronaca di una morte annunciata, e questo è un dramma perché i valori che i 5S hanno portato nella politica italiana sono a rischio, in quanto dopo il fallimento di una rivoluzione la restaurazione non fa prigionieri.

Si decidano allora Grillo e Conte a spiegare che vogliono fare, perché gli elettori non ci stanno capendo più nulla. E se non capiscono, figuriamoci se votano.