L'Editoriale

Le toghe e il rispetto perduto

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Basta discredito sui magistrati, dice il Presidente della Repubblica (e del Csm) Sergio Mattarella. Parole giuste nel giorno in cui un giudice paga con la vita per la sua difficile missione. La caduta di credibilità della magistratura viene però da lontano. Era un’altra Italia quando la folla applaudiva per strada i magistrati di Mani pulite. Anni di sentenze ondivaghe, con casi come quello dell’omicidio Meredith, che hanno fatto perdere alla giustizia italiana ogni credibilità in tutto il mondo, si sono portati a fondo gran parte del rispetto per le toghe. E poi le inchieste spettacolo, il protagonismo di alcuni pubblici ministeri, i tempi lunghissimi dei processi mentre centinaia di giudici scrivono libri, vanno a ogni genere di conferenze e non si perdono un vernissage: purtroppo il discredito la magistratura se l’è cercato da sé. E anche la scelta di occuparsi per anni di vicende paradossali come il bunga bunga di Berlusconi, mentre procedimenti vitali per tanta gente comune si rimandano alla calende greche, alla fine presenta il conto. Il discredito sui magistrati va dunque assolutamente rimosso. Ma anche i magistrati facciano la loro parte perché questo accada.

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