L'Editoriale

Le vere radici dell’onda antitedesca

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Una prevedibile ondata antitedesca scuote il mondo per la Germania che torna a scherzare con i gas, questa volta per fortuna solo dei motori Volkswagen. L’inganno è imperdonabile, perché l’inquinamento è cosa seria e se saltasse fuori che il Governo di Berlino sapeva, i responsabili dovrebbero solo sparire da ogni scena pubblica. L’antipatia per i teutonici però ha radici più profonde, persino in un’Europa dove gli scambi culturali hanno avvicinato intere generazioni e la miss Italia di turno ha ormai solo un’idea confusa di quella che fu la seconda guerra mondiale. Radici che affondano nel rigore economico imposto a milioni di persone. Un vizio che la Merkel non può nascondere con un po’ di buonismo sui migranti. Ecco allora l’ultima perla della Bce, la stessa che oggi sta sostenendo la debole economia del continente immettendo liquidità monetaria. Generosità che i tedeschi hanno molto osteggiato. Neanche il tempo di vederne gli effetti e arriva perciò la contromossa: gli stress test sulle piccole banche. Un modo per frenarne la già scarsa erogazione del credito. E inquinare l’economia dei Paesi concorrenti.

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