L'Editoriale

L’Europa brucia, la Bce latita

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Nuove stime negative sulla crescita in Europa. E il solito immobilismo della Banca centrale, ostaggio del governo tedesco. Gli ingredienti perfetti per scatenare un’altra giornata di forti vendite sui mercati. Dopo fiumi di annunci, ieri Mario Draghi si è inventato la madre di tutte le frottole: in sintesi la Bce interverrà con misure straordinarie per salvare l’economia Ue, ma solo dopo aver finito di studiare come fare. Capito bene? L’Europa brucia e a Francoforte studiano. E dire che non è affatto difficile capire come muoversi. Basterebbe guardare quello che hanno fatto gli Stati Uniti e iniziare a stampare denaro, dare liquidità alle imprese, affrontare una volta per tutte una crisi che è anche monetaria. Francoforte invece continua a dire di voler agire – come è obbligata dai trattati – ma poi subisce la pressione illegale di Berlino. La Bce infatti è formalmente dotata di autonomia e quando i Paesi Ue cedettero la loro sovranità monetaria fu messo nero su bianco che nessun governo avrebbe dovuto imporre la sua influenza. L’evidenza dei fatti ci dice che le cose non stanno andando così. E senza l’ombrello monetario uscire dalla crisi è chiaramente ancora più difficile.

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