L'Editoriale

L’Europa non sarà più la stessa

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Non ci fossero dietro il dramma del popolo greco e il fallimento del sogno europeo, il rimpallo di proposte visto ieri tra Atene, Bruxelles e Berlino per salvare la Grecia avrebbe fatto ridere. Cosa c’è rimasto infatti da salvare? Se anche decidessero tutti i creditori di abbuonare il debito (e non ci pensano proprio), ormai la frittata dell’Unione europea è fatta. L’assenza di solidarietà certificata. La distanza tra i leader siderale. Non facciamo finta di nulla: qualunque cosa votino domenica prossima i greci, l’Europa non sarà più la stessa. E questo non perché se ne perde un pezzettino, ma perché è passato il principio che chi non sta alle regole imposte dalla Germania può togliere il disturbo. Così ieri abbiamo vissuto una stagione di rigore assoluto sui conti pubblici, adesso un po’ di flessibilità monetaria, domani si tornerà certamente all’austerity: a decidere è sempre e solo Berlino. Con gli altri a fare da comparse. Renzi l’ha capito benissimo e ieri è andato ad accucciarsi sotto la gonna della cancelliera. Con la sua benedizione potrà tirare a campare ancora un po’. Dimentichiamoci però che un’Europa del genere ci faccia vivere, anziché sopravvivere.

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