L'Editoriale

L’illusione di uno Stato liberale

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E per fortuna che la stagione dello Stato controllore di ogni cosa era terminata. L’illusione di essere un Paese un po’ più liberale l’abbiamo avuta, ma alla fine il nostro dna intimamente assistenziale (la croce) e socialdemocratico (il martello) salta sempre fuori. Così le nostre imprese più grandi sono pubbliche, lo Stato resta ovunque (con le sue inefficienze e i costi insopportabili che dobbiamo pagare a tutti) e persino se c’è da salvare una banca, ecco che è il solito Pantalone a tirar fuori la grana. Dopo la grande riforma del credito e l’uscita del Tesoro dai grandi gruppi bancari, questo film sembrava impossibile da rivedere. La crisi però sta presentando un conto altissimo e allora ecco che il Monte dei Paschi rischia di affondare. Se finiscono sul lastrico migliaia di famiglie e imprese, peggio per loro, ma se il buco lo fa una banca il salvataggio è servito. Il Ministero delle Finanze perciò acquisterà il 10% di Rocca Salimbeni, sostituendosi al mercato che non ha nessuna voglia di partecipare al milionesimo aumento di capitale per coprire anni di gestione allucinanti. Un disastro che come sempre alla fine paghiamo noi.

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