L'Editoriale

L’Inghilterra e il muro fatto di odio

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Quando si costruiscono i muri col cemento dell’odio è inevitabile che le costruzioni cadano facendo delle vittime. Ieri è toccato a una deputata laburista che cercava voti contro la Brexit, cioè l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. A spingere in questa direzione sono i partiti euroscettici, forti di un sentimento che conosciamo bene anche in Italia: la paura dell’immigrazione. Quello che qui si sa di meno, è che gli immigrati nel mirino in Inghilterra non sono i soliti asiatici e africani, ma anche i polacchi, i rumeni e gli italiani. Per la propaganda nazionalista, quella salsa di demagogia e populismo che fa presa su molti “pensieri semplici”, si tratta di gente che ruba il lavoro ai britannici. Un pericolo da fermare con le buone o le cattive. Anche a costo di eliminare fisicamente chi non la pensa allo stesso modo. La risposta a questa follia l’hanno data, nel loro inarrivabile cinismo, i mercati finanziari che sono risaliti dopo i cali provocati proprio dal rischio Brexit. Il sangue della deputata Jo Cox – è la scommessa – spingerà gli inglesi a riflettere meglio se farlo davvero quel muro con l’odio da una parte e gli immigrati dall’altra.

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