L'Editoriale

L’Italia inquinata dai finti Verdi

Angelo Bonelli nonostante il seguito di appena quattro gatti ha ottenuto dai soliti dem un seggio blindato.

Fino a ieri non era facile stabilire chi stesse facendo la peggiore campagna elettorale. Lega e Forza Italia, con le facce e le balle di sempre, stavano una spanna sotto al Pd, perfetto finora nello sbagliare tutto: dall’incomprensibile strategia sulle alleanze (dentro Fratoianni, fuori Conte) che spiana la strada alla Meloni, fino alla scelta dell’Agenda Draghi come nuova tavola dei valori di Sinistra, acquisto di armi per la guerra in Ucraina compreso.

Poi però ho letto l’intervista a Repubblica di tale Angelo Bonelli, leader dei Verdi trombato di fila a tutte le ultime tornate elettorali, che nonostante il seguito di appena quattro gatti ha ottenuto dai soliti dem un seggio blindato.

Un regalo niente male, a cui i veri ambientalisti non sanno dare una spiegazione, perché parliamo di un Pd che ha spinto lo scempio del Tav, che ha prorogato di dieci anni le trivellazioni nell’Adriatico, che vuole costruire vicino Roma uno dei più grandi inceneritori d’Europa, e ci fermiamo qui perché se apriamo il capitolo del cemento facciamo notte.

Tutte cose che gli elettori di Letta conoscono perfettamente, e pertanto chi ha un sincero animo ambientalista se n’è scappato, e non si fa fregare dalla foglia di fico di Bonelli. Dunque c’è pure questo, insieme a tanto altro, dietro la staticità dei sondaggi sul Pd, mentre i Cinque Stelle stanno crescendo, attirando anche chi ha compreso sul serio l’urgenza di nuove politiche Green.

Un’emorragia che deve aver ispirato l’intervista di ieri, in cui si accusa Conte di aver tradito gli impegni ecologisti, e per contorno ce n’era anche sulla Raggi, riuscita a portare la raccolta differenziata della Capitale ad appena il 45%, omettendo di ricordare la guerra che l’allora sindaca dovette affrontare. Un’amnesia che ne richiama un’altra, e cioè l’incredibile posizione del “verde” Bonelli a favore del termovalorizzatore.

Per capirci: la politica italiana ormai non può stupirci con niente, ma Bonelli che sembra Dracula a cui viene affidata l’Avis un po’ fa senso. E sentirlo accusare Conte, dopo quello che ha ottenuto in termini di minori emissioni inquinanti solo con il Superbonus 110%, spiega perché certi Verdi in Italia da sempre non contano un’acca.