L'Editoriale

L’Ue ondivaga che fa ricchi gli speculatori

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Con una mano dà e con l’altra toglie. Come al solito. La politica ondivaga della Banca centrale europea, contesa dall’ala di Mario Draghi che spinge per una politica monetaria espansiva, da una parte, e dai falchi del rigore capeggiati da Berlino, dall’altra, ha innescato come prevedibile una nuova catastrofica speculazione sul sistema bancario europeo. Ieri i titoli degli istituti di credito sono caduti pesantemente, a Piazza Affari come in tutta Europa. Così gli stress test e le indicazioni sugli stock dei crediti deteriorati (Npl) stanno vanificando il già poco efficace quantitative easing, cioè l’immissione di liquidità monetaria destinata alla cosiddetta economia reale ma di fatto bloccata nelle stesse banche. Le regole di Basilea, altro frutto avvelenato di un’Unione europea a trazione germanica, impediscono proprio alle banche di fare il loro mestiere – concedere credito – facendo aggravare l’economia in generale e aleggiare ormai stabilmente lo spettro della deflazione. Un quadro perfetto per far partire una nuova speculazione, resa ancora più facile dai volumi sottili degli scambi in piena estate. L’ennesima sberla a un’Ue sempre più inutile.

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