L’ultima giravolta a destra

Chi accende la tv in questi giorni non può avere dubbi: dalla veemenza con cui autorevoli esponenti del governo difendono le intercettazioni.

Chi accende la tv in questi giorni non può avere dubbi: dalla veemenza con cui autorevoli esponenti del governo difendono le intercettazioni telefoniche, a volerle togliere di mezzo devono essere stati quelli delle opposizioni.

Giorgia Meloni

Quel Nordio che la Meloni ha fatto ministro, sicuramente non c’entra nulla con un suo omonimo che invece ha parlato per anni di abusi e limitazioni. E chissà come mai a Berlusconi è sfuggito lo slogan “Più intercettazioni per tutti”, visto che dopo l’arresto di Messina Denaro è duretta sostenere che servano a poco.

Chi ha fatto la guerra a questo strumento, e convinto i suoi elettori, adesso deve spiegare che l’idea non era di rendere quasi impossibile il controllo telefonico, ma solo restringerlo un po’. Così come il blocco navale non era un muro per gli immigrati, il taglio delle accise sulla benzina una promessa del 2019, e quindi prescritta, il Mes non si firmerà mai e il sovranismo ci riporterà a svettare in Europa.

Tant’è vero, che anche qui, fatti fessi quelli che si accontentano di cambiare la carta da lettere del ministero delle politiche agricole in quello della sovranità alimentare, poi in concreto si consente ai tedeschi di espugnare i nostri cieli, svendendo Ita Airways, la compagnia aerea interamente controllata dal ministero dell’Economia.

Un sogno che Lufthansa inseguiva da decenni, e che mai avrebbe immaginato di coronare con una premier sovranista, mentre tutti gli altri con le unghie e con i denti un vettore di bandiera erano riusciti a non farselo fregare.