L'Editoriale

L’Unione divisa su tutto

Migliaia di morti nel Mediterraneo non hanno svegliato la coscienza dell’Europa. Il piano che arriva stamattina al Consiglio straordinario dell’Unione è già monco e inefficace, com’è d’altronde nello stile della casa. La prima novità – la missione militare e l’affondamento dei barconi prima che siano stipati di immigrati – non può essere decisa senza il cappello dell’Onu. Diversamente per il diritto internazionale l’invio di truppe anche con funzioni di polizia sarebbe un atto di guerra. C’è allora una seconda novità: aiutare le autorità dei Paesi rivieraschi a fermarli loro i trafficanti di uomini. Proposta più irrealizzabile che ovvia, in quanto gran parte dei migranti parte dalle coste libiche e la Libia dopo la caduta di Gheddafi non ha un Governo che controlla il territorio. Sempre in Libia, peraltro, molte zone sono in mano all’Isis ed è impensabile coordinarsi o addirittura aiutare chi è tra le cause dell’immensa fuga dall’Africa. Resta il terzo punto: la divisione dei profughi tra i Paesi europei. Ma chi ci crede? Ovunque l’immigrazione è un tema impopolare per la politica e come al solito anche stavolta nessuno farà a botte per prendersi questi disperati.