L'Editoriale

Macchina del fango sui poveri

MATTEO RENZI
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Alzi la mano chi si è meravigliato della macchina del fango emersa dall’inchiesta sulla Fondazione politica di Matteo Renzi, con un disegno per screditare esponenti politici dei Cinque Stelle e giornalisti scomodi, assoldando investigatori a gettone e pennivendoli.

Di tanta stampa scatenata si è accorto chiunque abbia un briciolo di sincerità, almeno verso se stesso, e non solo leggendo migliaia di articoli indignati contro il “bibitaro” Di Maio per la carriola del padre (vedi che scoop!) o guardando in tv altrettante fucilazioni di Casaleggio per i surreali finanziamenti dal Venezuela raccontati da un personaggio ancora più surreale, tanto da essere chiamato “il pollo”, senza dimenticare la casa della madre della Taverna, non certo una ricca possidente, per non parlare di quella Messalina della Raggi e dell’assedio mediatico a Conte, dal curriculum professionale alle vicende amministrative del suocero, sino all’attività di avvocato svolta prima di fare politica e persino gli incarichi dei suoi conoscenti.

Tutto ha fatto brodo per creare quel clima negativo attorno al Movimento che ha ingannato una larga fetta dell’opinione pubblica, a tutto vantaggio di quel sistema che dei 5S vuole solo la morte, perché dei cittadini correttamente informati non avrebbero dubbi su chi sostenere tra una classe dirigente talmente onesta da restituire allo Stato un pezzo dello stipendio e chi invece si fa da sempre gli affari propri, sulle spalle del resto del Paese.

In questo gioco di specchi, dove il bianco viene fatto sembrare nero, c’è finito sin dal primo giorno il Reddito di cittadinanza, sia perché si tratta di una misura simbolo dei pentastellati, sia per le somme destinate ai poveri, fortemente ambite da chi si è sempre preso ogni soldo disponibile, sotto forma di sussidi o mance pubbliche regolarmente accreditate ai soliti noti.

Così i 3,6 milioni di italiani che grazie al Reddito di cittadinanza possono sopravvivere sono state messe nell’ombra da poche migliaia di miserabili truffatori. Gente che il giorno in cui non dovesse più esserci questo strumento di welfare, ruberà lo stesso in altre direzioni. Dunque, se parliamo di macchine del fango, quella di Renzi non è certo senza compagnia.

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