L'Editoriale

Manca solo Farinacci al Viminale

Viminale Lamorgese
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Più gli elettori premiano moderazione e serietà nell’affrontare la pandemia (dopo il primo giro di amministrative ieri c’è stato il bis in Sicilia e Sardegna), più le destre alimentano caos e divisioni, cavalcando il malcontento sul Green Pass nei luoghi di lavoro (leggi l’articolo) e manifestando ambiguità persino di fronte ad aggressioni fasciste come quella di sabato alla Cgil.

Quasi comica la Meloni, che condanna la violenza ma si domanda ancora di che matrice sia, come se i neofascisti fotografati nella sede del sindacato possano essere confusi per comunisti o sinceri democratici. Ma altrettanto grotteschi sono quelli della Lega, che giurano di non aver nulla a che fare con i nostalgici del ventennio, eppure appena qualche settimana fa con un loro sottosegretario chiedevano di intitolare una villa comunale al fratello di Mussolini.

Nulla da stupirsi, dunque, se il Centrodestra si sottragga persino all’idea di una manifestazione unitaria per condannare lo squadrismo. E per lasciare altri indizi di come la pensi veramente, rifiuti di firmare la mozione per sciogliere le organizzazioni di stampo fascista. Una scelta che conferma platealmente le preoccupazioni espresse coraggiosamente dal vicesegretario del Pd, Peppe Provenzano, secondo cui Fratelli d’Italia in particolare sta buttando via l’occasione di rompere definitivamente con certi ambienti.

Un’osservazione limpida, di fronte alla quale solo la Meloni poteva esibirsi in un numero da circo per cui fascista diventa chi chiede di prendere le distanze dalle frange eversive e non chi copre quelle stesse frange, dissociandosi dal progetto di scioglierle. In questo teatrino, che può solo fare pena agli italiani costretti a fare i conti con ben altri problemi economici e sanitari, sempre dalla solita destra si riparte a randellare la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese (nella foto).

La sua vera colpa è di occupare la poltrona di Salvini, ma non potendosi dire apertamente allora è responsabile di tutto, dagli immigrati (sbarcano da più di trent’anni) ai rave party (si fanno ovunque nel mondo) sino alle aggressioni fasciste. Meglio cacciarla, dunque, magari per metterci al suo posto un Farinacci qualunque, che così ci fa direttamente la marcia su Roma.

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