L'Editoriale

Manovra Gratta e perdi. La visita di Conte al Colle non annuncia niente di buono

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Fossimo in tempi di pace non ci sarebbe niente di strano a vedere il capo del Governo che sale al Colle per aggiornare il Presidente della Repubblica su cosa bolle in pentola nella Manovra finanziaria. Ma questi sono tempi in cui tutte le categorie del passato sono saltate, e mettere d’accordo Cinque Stelle, Pd e Matteo Renzi è più di una sfida alle leggi della fisica. Quindi la visita di ieri sera a Sergio Mattarella non annuncia niente di buono per Giuseppe Conte, che rischia di farsi logorare da una lotteria di idee poco furbe e di veti incrociati. Ecco, proprio le lotterie (quelle istantanee) sono l’ultima trovata per fare cassa, aggiungendo una nuova micro-tassa a carico di chi cerca la fortuna in tabaccheria, e generalmente non si tratta delle classi più agiate del Paese.

Così – si dirà – si può togliere la micro-tassa sulla plastica o sullo zucchero, ma alla fine se non è zuppa e pan bagnato e questo passo di lato – oltre a svelarci chi può contare sulle lobby migliori – aggiunge un altro argomento a chi parla di Governo delle tasse. Peccato, perché le micro e le grandi tasse si potrebbero pure sopportare se inserite in un disegno più ambizioso: presentarci in Europa con i conti a posto per poter pretendere un minuto dopo l’approvazione della Manovra di fare 100 miliardi di deficit in cambio della realizzazione di tre grandi riforme strutturali. E non fermarsi qui. L’anno dopo tornare a Bruxelles e dopo aver dimostrato che le cose si sono fatte sul serio, chiedere altri 100 miliardi per altri tre progetti di modernizzazione del Paese.

Solo così, in non meno di cinque anni, si può realisticamente aggiustare uno Stato che fa acqua da tutte le parti, che ha strade e territori che franano, che non ha un sistema di finanziamento (cioè una banca pubblica) per realizzare le grandi opere infrastrutturali del Sud. Pensare in grande, insomma, senza cadere nelle illusioni isolazioniste dei sovranisti e contemporaneamente fornire gratis nuova benzina all’aggressiva propaganda di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Più facile a dirsi che a farsi? Senz’altro, ma qui a puntare in alto neppure ci si prova, e vedere che l’ultima ideona di giornata è ritassare il gratta e vinci lascia sinceramente avviliti.

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