L'Editoriale

Mattarella costretto ad accelerare. O qui il Governo lo fa Assad

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Per Alessandro Di Battista, Salvini al Quirinale sembrava Dudù, cioè il barboncino di Berlusconi. Uno strano complimento da chi sembra spingere la Lega a tradire Forza Italia per maritarsi ai Cinque Stelle. Su queste nozze, come da prassi quando le cose non vanno come si aspettano i grillini, girano già le voci di ricatti e complotti contro. Ma la realtà è quella di cui ha preso atto Mattarella: il dialogo tra le forze politiche non ha fatto alcun progresso. Ricapitolando: Di Maio vuole fare il premier con Salvini nel ruolo di ruota di scorta che fu di Alfano. Il leader del Carroccio o chi per lui pretende Palazzo Chigi, con i Cinque Stelle che lo sostengono non si capisce perché. Renzi tiene il Pd sull’Aventino, aspettando che i vincitori del 4 marzo finiscano in stallo o al massimo mettano su un Governo destinato a schiantarsi alla prima curva, visto che Flat Tax e Reddito di cittadinanza sicuramente non si possono fare insieme. Lasciate in pace dunque le scie chimiche e i dossier con cui Salvini sarebbe tenuto per il collo, il senso di realtà spingerà il Presidente della Repubblica a forzare la mano con un pre-incarico. Nello schema classico democristiano, in questi casi è meglio partire da lontano, e quindi i maggiori indiziati per cercare un’intesa che finora non s’è vista sono la Casellati o Giorgetti. Ma probabilmente non avremo il tempo necessario, perchè la quasi certa ritorsione internazionale contro Assad rischia di infiammare il mondo. E sarebbe solo folle trovarci in questo inferno senza un Governo.

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