L'Editoriale

Meloni in ginocchio da Trump

Altro che pontiera, è il sovranismo Usa & Getta di Giorgia Meloni: prima in ginocchio da Biden e adesso da Trump.

Meloni in ginocchio da Trump

Solidarietà a Giorgia Meloni per il dramma che sta vivendo in queste ore. Per la sovranista della Garbatella, che voleva fare da pontiera tra Stati Uniti ed Europa tenendo il piede in due staffe, è arrivato il momento di decidere da che parte stare. E per lei non è un bel momento.

Da una parte c’è l’amato Trump che rivendica un territorio Ue (la Groenlandia), minacciando di riattivare l’arma dei dazi per piegare le resistenze di Bruxelles. Dall’altra gli interessi del Vecchio Continente, di cui incidentalmente farebbe parte pure l’Italia, che almeno a parole, stavolta sembra intenzionato a reagire di fronte al bullismo internazionale dell’alleato sempre più scomodo. In mezzo c’è Meloni con il suo solito equilibrismo, che derubrica il braccio di ferro Usa-Ue in atto ad un semplice “problema di comprensione e comunicazione” accompagnando l’arrampicata sugli specchi con un buffetto a Trump: “La previsione di un aumento di dazi nei confronti di quelle nazioni che hanno scelto di contribuire alla sicurezza della Groenlandia è un errore e non la condivido”.

E lasciando ai suoi l’ingrato compito di chiarire la vera posizione del governo. “Penso che sia un errore sospendere l’accordo sui dazi con gli Usa, è una mossa contro l’interesse europeo”, ha detto il capogruppo di Ecr al Parlamento europeo, Nicola Procaccini (FdI), in vista del voto della plenaria di Strasburgo che oggi sospenderà l’intesa (o meglio, la resa) siglata da von der Leyen. È il sovranismo a stelle e strisce di Meloni & Co. Prima in ginocchio da Biden e ora da Trump.