L'Editoriale

Migranti, la soluzione è in Africa

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Le fiamme nella baraccopoli dei disperati a Calais sanno di assedio e di guerra a casa nostra. Una bomba che sta esplodendo in ogni angolo del Vecchio Continente. Dal confine tra Grecia e Macedonia al muro in Ungheria, fino all’Austria che viola spudoratamente le regole comunitarie sulle frontiere, tutto ci dice che l’Europa dei muri ha fallito miseramente. E prepariamoci a disastri anche peggiori. I centri di accoglienza che straripano, in Italia come ovunque, sono bombe a orologeria tanto quanto i ghetti africani cresciuti a dismisura nelle grandi città. Inferni dove la parola integrazione assomiglia sempre più a illusione. Troppi gli arrivi e tra qualche settimana, con la bella stagione, prepariamoci a un flusso senza precedenti da una parte all’altra del Mediterraneo. Si può restare con le mani in mano all’infinito, pensando che la migrazione biblica dal Sud al Nord del mondo finirà da sola? O accontentarsi della favoletta dei ricollocamenti che nessuno vuole? Senza costituire delle teste di ponte in Africa per fermare i flussi, questi disperati arriveranno come e più di prima. Fin quando a trovarci chiusi nei ghetti inevitabilmente finiremo noi.

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