Mille giorni di Renzi e poco altro

Come al solito c’è chi vede il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto anche se dentro ci stanno appena poche gocce. Il Governo che ieri ha festeggiato i mille giorni ci si ubriacherebbe con queste stille composte da Jobs Act, 80 euro, un po’ di sgravi fiscali, la riforma costituzionale e poco altro, ma se ci guardiamo attorno non possiamo non vedere un Paese assetato di lavoro, di sicurezza, di giustizia.

Mille giorni di Renzi e poco altro

Governare l’Italia senza soldi, con emergenze continue (dagli immigrati al terremoto) e con la maggioranza risicata che Renzi si è trovato non è facile. Ma fare di più era sicuramente possibile. Le rivoluzioni a metà, come le brutte modifiche alla Costituzione, sono la prova di una spinta riformista a bassa intensità. Partito per fare la rottamazione, Renzi ha riparato giusto quello che si poteva usando lo stesso cacciavite evocato dal suo predecessore a Palazzo Chigi, Enrico Letta. Possiamo accontentarci? Per un grande criticone come Massimo Cacciari, arruolato effettivo tra le truppe del Sì al referendum, una brutta riforma è meglio di nessuna riforma. Ma se andando avanti così non moriremo di sete, è sicuro che resteremo sempre assetati.