Nella guerra di potere perde Di Maio

di Gaetano Pedullà

Contrordine compagni: l’assessore di Roma indagata che ha nascosto spudoratamente la sua condizione giudiziaria resta al suo posto mentre il componente del direttorio Di Maio finisce sotto accusa. Quello che viene indicato come uno dei maggiori leader dei Cinque Stelle non avrebbe capito l’email in cui lo avvertivano dell’azione della magistratura sulla componente della Giunta Raggi. Nella prima vera battaglia di potere dentro il Movimento capiamo così chi ha vinto e chi ha perso. Ha vinto la componente romana che fa capo al defilato Di Battista, si è salvata (per ora) la Raggi e ha perso Di Maio, ridimensionato con gran gioia da chi ne stava soffrendo un peso crescente nella compagine grillina. Una partita identica a tante altre viste da sempre in politica, che di fatto omologa i Cinque Stelle a quei partiti con cui il Movimento dice da sempre di non avere nulla in comune. Per Grillo tutta questa evidente presa in giro degli elettori è solo una reazione del sistema, una montatura dei giornali. Ma stavolta gridare al complotto serve a poco. L’ultima bugia dopo quelle dell’assessore Muraro, del sindaco Raggi e di Di Maio.

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