L'Editoriale

Le nomine per tutte le stagioni

nomine Draghi
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Evitando le buche più dure – vedi le parole gravissime del sottosegretario Durigon – Draghi si tiene buono il Parlamento fotocopiando senza il fuoco di sbarramento visto con Conte la stessa prudenza sulla pandemia del suo predecessore. Merito di una situazione sanitaria che migliora, ma anche del generale Figliuolo che annuncia milioni di dosi e le prenotazioni pure dei quarantenni, ma col trucchetto di allungare il tempo del richiamo dopo il primo vaccino. Una novità che vede contrarissimi i produttori, mentre le Regioni che col governo giallorosso facevano casino su tutto adesso se ne stanno in silenzio.

Così, senza disturbare il manovratore, va avanti sottotraccia la gestione dei miliardi del Recovery Plan, e si disegna una nuova geografia del potere. Le nomine di ieri ai Servizi segreti ne sono una prova evidente, tutto sommato motivata dai rapporti impropri emersi tra Renzi e lo 007 Mancini. Sullo sfondo c’è però ben altro, a partire dai ruoli chiave in numerose società strategiche per la nostra economia, con in testa Cassa Depositi e Ferrovie.

Qui le scelte fatte a suo tempo da Conte hanno portato a innegabili risultati, con operazioni strategiche senza precedenti per Cdp e investimenti mai tanto numerosi per le Fs. Operazioni che hanno tamponato gli effetti economici del Covid, e spinto transizione green e sostenibilità del sistema. Logiche che Draghi può riportare in secondo piano per beneficiare il solito circoletto di boiardi e commis di Stato, spesso autori di disastri finanziari, e però sempre a galla e buoni per tutte le stagioni.

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