L'Editoriale

Non c’è più lo sceriffo del mondo

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Come gli Stati Uniti dopo Pearl Harbor, la Francia colpita a tradimento dichiara guerra all’Isis. Un conflitto vittorioso divenne quello del 1941 e una guerra vincente può diventare anche questa, sempre che l’Occidente si batta davvero. Al G20 chiuso ieri in Turchia, proprio quegli Usa che divennero decisivi contro l’asse, ieri hanno tirato i remi in barca. Troppo alto il prezzo pagato per aver fatto da soli e per anni gli sceriffi del mondo. Obama che ha portato via le sue truppe da quasi tutti gli scenari di guerra, a eccezione dell’Afghanistan, non ci pensa proprio a ricominciare quell’avventura inviando truppe di terra in Siria, Iraq, Libia e Nigeria. Perciò continuerà con la sua strategia – ad oggi perdente – di limitarsi ai raid aerei. Le guerre però non si vincono con i droni, ma con gli scarponi, come ha appena ricordato Romano Prodi. Dunque si rischia di andare avanti a lungo con un niente di fatto. Quello su cui ha puntato il terrore islamico, ben cosciente di rischiare grosso contro Europa, Usa e Russia coalizzati, ma anche convinto che l’Occidente molle farà la guerra contro l’idea di andare in guerra. Facendo l’ennesimo ragalo alla jihad.

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