L'Editoriale

Non ci illuda il tram di Mattarella

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L’Italia vuole legalità. E buoni esempi. Ma prima di tutto non vuole essere illusa. Qualcuno spieghi perciò al nostro Capo dello Stato che il suo muoversi così politicamente corretto finisce per trasformare buone parole e buone azioni in qualcosa di grottesco. Chi può dire infatti che invocare la legalità o chiedere ai nostri magistrati di non essere protagonisti o burocrati non sia esemplare? E chi può negare che prendere l’aereo di linea o il tram al posto dell’auto blu non siano buoni segnali? Se però l’aereo o il tram non sono presi esattamente come quelli su cui saliamo tutti noi comuni mortali – in ritardo, affollati e spesso sporchi e poco sicuri – allora questo viaggiare sui mezzi pubblici sa di foto opportunity, di immagine costruita e non veritiera, magari per nasconderci dietro i privilegi della casta di sempre. Allo stesso modo, in un Paese che non ne può più di moniti e ovvietà, chiedere ai magistrati di rispettare il ruolo altissimo del loro mandato lascia il tempo che trova. Se le intenzioni sono sincere, Lei che è anche presidente del Csm affondi il colpo signor Presidente. Se no, non se la prenda se presto saranno sempre meno ad ascoltarla.

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