L'Editoriale

Non tutti i segreti sono peccato

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Il Processo a Mafia Capitale parte con il piede giusto. Non si capiva proprio perchè il Governo si ostinasse a tenere segreto il dossier della prefettura con dentro mille pagine di notizie sull’infiltrazione della criminalità negli uffici pubblici di Roma. Solo in zona Cesarini, a tre giorni dall’avvio del procedimento, ieri è arrivata la decisione che toglie un inspiegabile segreto su un lavoro che potrà tornare utile per stabilire se quella di Buzzi, Carminati e il loro tenebroso mondo di mezzo è stata mafia vera o si è trattato di mafia alla vaccinara. Se ci sono segreti che non ha senso tenere tali, ci sono notizie che invece è normale non voler vedere divulgate, soprattutto se possono mettere in cattiva luce un difficile percorso di pulizia interna. Proprio per fare pulizia era stata costituita infatti una Commissione che, a quanto pare, ha spifferato di tutto e di più, ispirando due libri inchiesta in arrivo nelle librerie. Il Signore porgerà pure l’altra guancia, ma il Papa stavolta non ha fatto sconti e i presunti corvi sono finiti in gabbia. Dopo Mafia Capitale e il disastro Marino ci mancava solo il nuovo Vatileaks per ricordarci che Roma di questi tempi è un inferno.

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