L'Editoriale

Paperoni con le pezze al sedere

Ci hanno fatto credere che possiamo diventare tutti Paperoni, e molti per non infrangere il sogno hanno già cominciato a sentirsi tali.

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Paperoni con le pezze al sedere

L’ultimo avvertimento è di ieri, e non arriva da qualche confraternita religiosa o dai centri sociali, ma dalla Banca mondiale: le diseguaglianze economiche continuano a crescere ovunque, e questo è uno dei maggiori problemi che abbiamo davanti, al pari della pandemia e dell’inflazione.

Poche persone troppo ricche e troppe persone con poco di tutto (denaro, diritti, opportunità, cultura, ecc.) non sono solo una sconfitta dal punto di vista etico o dell’equità, ma rappresentano un ostacolo anche alla distribuzione dei beni e dei servizi, se consideriamo che il ricco non può mangiare più di un’aragosta mentre per l’esercito dei poveri non saranno mai abbastanza i raccolti dei campi di grano.

Da una gestione folle della globalizzazione alla resistenza delle rendite di posizione, le ragioni di tanta diseguaglianza non sono affatto ignote, ma nonostante ogni genere di appelli non si fa mai abbastanza per richiudere questa forbice, come dimostra in modo inequivocabile il fatto che l’aumento dei grandi patrimoni da una parte e la moltiplicazione dei poveri dall’altra non si arrestano, in Italia come nel resto del mondo.

Un fenomeno che prosegue indisturbato anche perché gli stessi poveri sono stati convinti a tifare per i ricchi, e oggi non è raro vedere persone con le pezze al culo che ti ridono dietro se si parla di welfare, Reddito di cittadinanza, salario minimo, lotta alla precarietà del lavoro.

Sempre ieri un rapporto della Consob ci ha informato che aumentano a doppia cifra gli italiani che puntano sul trading finanziario e le criptovalute, pur non capendoci molto, sperando in guadagni facili e a doppia cifra, mentre moltissime famiglie non possono affrontare una spesa imprevista di appena mille euro.

Ci hanno fatto credere, insomma, che possiamo diventare tutti Paperoni, e molti per non infrangere il sogno hanno già cominciato a sentirsi tali, trasformandosi in fan dei loro carnefici, sostenendo chi non ha minimamente a cuore le sorti dei più deboli. Così l’equità va a farsi benedire, mentre le disuguaglianze aumentano, fin quando la realtà costringerà tutti a svegliarsi e a tanti fortunati pure l’aragosta sparirà sotto ai denti.