L'Editoriale

La piazza non si agita da sola

no green pass
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Ora che l’aria s’è fatta irrespirabile, con aggressioni e minacce a medici e politici schierati sul fronte dei vaccini, per non parlare dei giornalisti colpevoli solo di informare, nei programmi tv non c’è più traccia di chi ha soffiato per mesi sulle piazze, esasperando gli animi con fiumi di fesserie: dalle mascherine che non servono sino alla dittatura sanitaria, dal Green Pass che limita la nostra libertà sino al diritto di decidere cosa farci iniettare.

Eppure non sono venuti su dal niente gli scalmanati che solo negli ultimi quattro giorni hanno distrutto un gazebo dei 5 Stelle a Milano, terrorizzato una giornalista di RaiNews24 e picchiato un collega di Repubblica, seguito a casa l’infettivologo Bassetti e torturato al telefono il virologo Pregliasco, fino a definire “infame da giustiziare” il ministro Di Maio (leggi l’articolo).

Questa marmaglia è stata pompata da decine di esponenti politici della Lega e di Fratelli d’Italia, con i loro trombettieri di complemento. Tutta gente che adesso non si trova nemmeno chiamando Chi l’ha visto? perché ha cambiato i connotati, arrivando a sostenere l’obbligo vaccinale. Ma come? Prima il semplice Green Pass era un’intollerabile violenza e adesso devono vaccinarsi tutti e senza fiatare?

Una giravolta niente male, che si aggiunge alle incertezze della scienza su un virus ancora complicato da domare, alla fragilità economica e ai postumi psicologici della pandemia. La pugnalata che mancava a un Paese che con certi irresponsabili chissà quando riuscirà a rimettersi in piedi.

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