L'Editoriale

Piove, Campidoglio ladro!

Roma Raggi
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Se la pioggia è colpa del governo ladro, il nubifragio è una sentenza contro Roma ladrona. E ovviamente contro la sindaca, che oltre a non saper scolpire correttamente il nome di Carlo Azeglio Ciampi su una targa non sa impedire neppure le bombe d’acqua, un fenomeno che fa enormi danni in tutto il mondo e che si sta intensificando anche in Italia per effetto dei cambiamenti climatici.

Dunque, dopo la fortissima precipitazione che ieri ha colpito la Capitale, le pagine social e i Twitter di leghisti, renziani e Paragone vari tracimavano di filmati degli allagamenti più spettacolari, per quanto limitati a poche zone e defluiti rapidamente. Ci sono vicine le elezioni e perciò chissenefrega se Roma appare come una città da terzo mondo, anche se questi temporali di tipo tropicale inondano allo stesso modo Milano, Parigi o New York. Chi ha voluto strafare è stato però Gualtieri, il candidato alle prossime primarie farsa del Pd per sfidare la Raggi, che ha suggerito alla prima cittadina di farsi prestare il Mose, cioè il sistema con cui a Venezia contengono l’acqua alta in laguna.

Certo, Gualtieri ha titolo per dare tali consigli, anche se la sinistra ha governato per decenni il Campidoglio impegnandosi a prosciugare più i conti che i tombini. Ma è il riferimento al Mose sul quale c’è da sperare non ci sia alcunché di programmatico. Il consorzio che l’ha realizzato, infatti, è fallito. E nei lunghi anni dei lavori, lievitati rispetto ai piani, si è perso il conto di quanti soldi si sono rubati. Una mangiatoia che a Roma tanti aspettano.

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