L'Editoriale

Questa Italia che si beve proprio tutto

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La Carne rossa non fa bene, il caffè fa peggio. Con i pomodori della Cirio ai tempi di Cragnotti ci hanno fatto gli impicci. Se poi scopriamo che pure l’olio ha avuto qualche avventura extraconiugale prima di finire in bottiglia con l’etichetta di extra vergine, allora c’è da dare ragione a chi sta perennemente a dieta. Certo, dal vino al metanolo alle mozzarelle blu, in Italia siamo abituati alle contraffazioni alimentari. Un virus che gira per il mondo, basti pensare al danno che i vari parmesan prodotti chissà dove fanno ogni anno al vero made in Italy. Se poi ci mettiamo che siamo bravi a farci del male anche in casa nostra, la frittata è completa. Capita così che gli allevatori vadano in piazza per protestare contro i prezzi bassi pagati dall’industria del latte. Industria che qui vuol dire Parmalat, altro nome che rievoca un’altra immensa truffa. La società, che oggi è della francese Lactalis, per ritorsione dichiara guerra alle stalle, minacciando di non prendere più il prodotto italiano. Qualunque Paese nel mondo avrebbe messo a posto questi francesi con una multa colossale. Qui invece tutto tace. Davvero ormai mandiamo giù di tutto.

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