L'Editoriale

Questa Ue ci bombarda per salvarsi

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp

Formidabile il nostro ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che prende carta e pena e scrive lettere a Bruxelles per assicurare che l’Italia crescerà più di quanto prevedono Lor signori, e Roma non ha nessuna intenzione di mollare l’Europa. Troppo preso a far quadrare conti che non risulteranno mai se si utilizza solo la calcolatrice dei mercati, al nostro responsabile del bilancio è sfuggito che a Juncker & C. non importa nulla dei suoi parametri. Il divario di appena lo 0,8% tra il deficit previsto e il Pil non è un motivo sufficiente per far scoppiare la guerra di insulti a cui stiamo assistendo, e c’è da giurarci che se avessimo rispettato tutti i vincoli, i tecnocrati avrebbero trovato un’altra scusa per aggredirci. Così emerge la realtà: l’affermarsi delle forze populiste e sovraniste ha portato a una semplificazione mai vista della politica in Europa, e le prossime elezioni per il Parlamento di Strasburgo saranno un match a eliminazione diretta, dove o prevarranno le tradizionali e litigiose famiglie politiche (Socialisti, Popolari, ecc.) oppure i partiti di Le Pen, Orban e Salvini. Uno scontro da cui può nascere una nuova Europa, e che chiuderebbe il ciclo di un sistema di potere diventato inamovibile, in mano alle lobby e ai mercati, che ha tradito lo spirito di comunità e di solidarietà immaginato dai padri fondatori dell’Unione. Per questo lo sforzo del nostro ministro è generoso ma chiaramente inutile, come pensa gran parte dei parlamentari M5S che vorrebbe sostituirlo, anche se questo è un lusso che Mattarella non concederà facilmente.

Gli ultimi editoriali

Tocca a noi cambiare canale

Non ci facciamo mancare niente: corvi nel Csm, 007 che confabulano con politici come amanti clandestini negli autogrill, dossieraggi persino nelle sacre stanze del Vaticano,

Continua »
L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Il suicidio del servizio pubblico

La difesa strettamente burocratica, da perfetto travet, fatta dal direttore di Rai3 Franco Di Mare in Commissione di vigilanza (leggi l’articolo) per scrollarsi di dosso l’accusa di censura sul concertone del Primo Maggio, spiega più di un’intera enciclopedia perché il Servizio pubblico in Italia è

Continua »
TV E MEDIA