L'Editoriale

Qui si gioca sulla pandemia

giornalisti Lamorgese
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Sarà una pippa come dice Salvini, ma alla ministra Lamorgese è bastato fare un attimo la voce grossa per dissolvere l’esercito dei No Green Pass che ieri doveva mettere a ferro e fuoco le stazioni. I feroci Saladini che in branco o sui Social minacciano di tagliare la gola a politici, medici e giornalisti, se la sono data a gambe di fronte a qualche pattuglia della polizia, manifestando la stessa audacia dei propri beniamini della Lega. Con una faccia da far vergognare il fondo schiena, il salviniano Borghi ha votato infatti contro l’obbligo del Green Pass, perfettamente all’opposto dei ministri del Carroccio che l’avevano approvato. Il giochino è quello solito: i giorni pari si lotta e quelli dispari si sta col governo. Ma di fronte alla paura dei vaccini che ha tanta gente, questi giochi sono irresponsabili, e non è detto che premino anche elettoralmente.

Per quanto ingannati dai talk show televisivi a senso unico delle tv private (alla Rai stanno ancora in vacanza, tanto il canone glielo paghiamo tutto l’anno) gli elettori di destra non temono la pandemia meno di quelli di sinistra, e per quanto possa essere blando il Green Pass capiscono che senza questo strumento oggi non avremmo ancora raggiunto il 70% della popolazione vaccinata, e senza i vaccini molto probabilmente oggi saremmo tutti alle prese con un nuovo lockdown. Un rischio troppo alto da correre per andar dietro a Salvini, Meloni e i loro cantastorie.

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